Lavandaie scatenate

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[John Yeoman, Cult editore, 2012. Illustrazioni di Quentin Blake. Età di lettura: dai 6 anni]

“Lavandaie scatenate”. Il titolo basterebbe per motivare la mia scelta di questa settimana. Un titolo che contiene grandi promesse, che ci fa immaginare un libro divertente e vivace.

I disegni di Quentin Blake, illustratore che tutti associano solitamente a Roald Dahl, fornirebbero già da soli un altro valido motivo per curiosare tra le pagine di questo albo.

Non ci resta che farlo, dunque, per scoprire che in realtà “Lavandaie scatenate” ci sa regalare molto di più di quanto ci aspetteremmo.

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La storia è irriverente e modernissima. Sette lavandaie si alzano ogni giorno all’alba per lavare al fiume i panni sporchi di un’intera città.

Ognuna ha il suo compito e tutte lo svolgono con impegno e di buona lena. Lava, frega, strizza, asciuga e stira, giorno dopo giorno la loro fama cresce, tanto da essere considerate le migliori lavandaie della città.

Allora dove sta il problema? L’inghippo c’è – eccome se c’è! – e come spesso accade a noi donne, consiste in un datore di lavoro che non riconosce la loro bravura e le tratta in modo sgarbato, facendole lavorare da mattina a sera.

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D’altra parte cosa ci si potrebbe aspettare da uno che si chiama “Ubaldo Manichestrette”!!

Le pile di panni sembrano non dover finire mai e le sette amiche sgobbano senza posa.

Una mattina però non ne possono più. Ernestina, una lavandaia vecchina e minuta, si volta verso le altre e prorompe in una proposta senza precedenti: “Ma perché non ce ne andiamo e basta?”.

Nessuna aveva mai osato pensarci, ma a tutte quella sembra un’idea meravigliosa.

Così scaricano Manichestrette (o meglio, lo lasciano sommerso da una montagna di panni puzzolenti) salgono sul carretto della biancheria e se ne vanno, finalmente libere.

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La loro gioia è incontenibile: vagano entusiaste di città in città; si arrampicano su alberi e campanili; liberano, come in un domino, tutti gli animali che incontrano sulla loro strada.

Ben presto tutti le conoscono come “le lavandaie scatenate” e al loro passaggio corrono a cercare riparo. Le sette amiche però attirano la curiosità di sette baldi boscaioli. Credendosi furbi, gli omoni si insozzano da capo a piedi, decisi a farle spaventare.

Non sanno però che quelle sono pur sempre delle ottime lavandaie, le migliori della città!

Le donne, per nulla impressionate dalla vista di quei bruttoni, si rimboccano le maniche e li lavano da capo a piedi, li sciacquano, li strizzano e li asciugano. Poi, dopo tanta fatica, se li sposano e vivono con loro nel bosco dividendo i compiti e vivendo finalmente felici.

La loro ribellione, la sete di libertà, la vitalità di queste amiche ci conquistano.

Facile immaginare quanto si siano divertiti John Yeoman e Quentin Blake nel dare voce a queste scatenate femministe e alla loro storia in perfetto stile “Sette spose per sette fratelli”!

Adoro gli albi che con leggerezza e ironia stuzzicano la mente di chi li legge parlando ai piccoli di cose che sembrano “da grandi”, come il rispetto, il diritto di inseguire la propria felicità, la parità dei sessi (guardate un po’ chi taglia la legna e chi lava i panni alla fine della storia!).

“Lavandaie scatenate”, è stato scritto nel 1979 ed è arrivato in Italia solo in questi ultimi anni. Non si direbbe, vero? A me non potrebbe sembrare più attuale di così.

Buona lettura!

Maria Salbego

Questo post è stato pubblicato anche nel blog http://www.ricominciodaquattro.com, con il quale collaboro. Lo trovate cliccando su questo link