Sul Signor Pob

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Il Signor Pob è un tipo un po’ strano e si può dire senza dubbio alcuno che si tratti di un gran brontolone. D’altra parte non poteva che essere così quando ci si chiama Signor Pob, cioè Signor Piccolo Orso Burbero. Il Signor Pob è un orso (ma a volte si sente anche un orco e ogni tanto persino un opossum) nato nel mondo della mia fantasia, è il mio spirito bambino, la mia sincerità senza peli sulla lingua, la mia refrattarietà alle regole e ai cliché di un mondo che ci vuole tutti adulti, tutti efficienti, tutti scattanti, come i lupi blu della città dei lupi blù.

Il Signor Pob è il mio lupo rosso che fischietta, il mio lupo giallo che sorride e spezza le regole.

Ed ecco che già a me e al Signor Pob è scappata una citazione che non sarà sfuggita a chi frequenta i piani e/o le biblioteche dedicati ai bambini. Insomma, state capendo dove si andrà a parare in questo blog strampalato senza capo né coda: si parlerà di sogni e desideri ed esperienze, ma soprattutto di libri e non di libri a caso.

Al Signor Pob i libri piacciono, ma non tutti tutti. Anzi, a dire il vero, ha gusti ben precisi. Per lungo tempo ha creduto necessario darsi un tono, tentando di scalare i classici della letteratura inglese, russa, francese, ma alla decima pagina si sentiva già fuori posto e un po’ sciocco. Poi un giorno si è imbattuto in un libro letto tanto tempo prima e, sfogliandone le pagine, ha capito che il modo migliore per diventare adulti è restare un po’ bambini, saper amare le cose più semplici e avere il coraggio di seguire davvero il proprio cuore. Quel libro era Momo di Michael Ende. Il Signor Pob il suo cuore lo ha seguito anche in fatto di libri, è entrato in un gruppo di lettori volontari per l’infanzia, ha riscoperto il piacere di passare ore immerso in mirabolanti e strambe storie che sapevano appassionarlo più dei grandi romanzi del ‘900. Ha trovato, per la prima volta in vita sua,  un piccolo posto, un minuscolo spazio tutto suo che nessuno può più strappargli. Quel luogo speciale è il sorriso di chi lo ascolta, le smorfie di paura, curiosità, divertimento che si alternano sulle faccette stupite e coinvolte di una dozzina di bambini.

Certe decisioni, dice il Signor Pob, non si prendono con la testa, ma nemmeno col cuore. Si prendono d’istinto, per passione, senza consultare nessuno, mentre la testa pensa alle cose da fare l’indomani e il cuore si innamora di un prato o di un tramonto. È stato proprio in un momento così che il Signor Pob ha intrapreso questa bella avventura trascinandovi dentro anche me. È un cammino non sempre in discesa, ma che anzi lo fa spesso scontrare con i preconcetti della testa e del cuore, che a volte danno una battaglia già per persa in partenza e altre volte ne sottovalutano l’importanza. Lui però è un gran burbero e un gran testardo e anche quando io incrocio le braccia e dico “Non trovo un libro che mi piaccia” o “Questo libro non è piaciuto ai bambini” lui mi dà uno spintone e mi costringe a rimboccarmi le maniche, a fare tesoro degli errori come delle piccole soddisfazioni.

Per questo siamo qui, perché ci spinge l’amore per i libri per bambini pur essendo degli assoluti neofiti. Siamo qui per curiosità. Siamo qui per tentare, per arricchirci ed evolverci, per imparare. Senza mai, però, crederci troppo grandi, né mai “troppo cresciuti”.

Maria

3 thoughts on “Sul Signor Pob

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