Una mamma albero (e il mio primo incontro LIA)

[Lucia Panzieri, illustrazioni di Cristiana Cerretti. Lapis, 2007]

Come saprà già chi mi conosce da un po’ di tempo, da buon Sagittario amo buttarmi in sempre nuove avventure.

A fine marzo il Servizio Civile che sto svolgendo in biblioteca si concluderà, con mio grande rammarico, e, non sapendo stare ferma, ho già pensato a mille attività con cui occupare il tempo nell’attesa di un nuovo impegno lavorativo.

Tra le letture animate in biblioteca e la cura del mio amato-odiato orticello ho pensato di incastrare una bella novità: da pochi giorni sono entrata a far parte del gruppo LIA (Leggere Insieme Ancora) di Vicenza.

Lo scopo del gruppo è quello di leggere e commentare insieme albi e libri per ragazzi (fascia 0-18 anni), di creare un’occasione di scambio, confronto e crescita tra persone appassionate di lettura e libri per i più giovani.

Il tema dell’incontro, che si preannuncia per me assai stimolante, è gli ALBERI (a proposito, per chi fosse interessato a unirsi a noi, vi lascio qui il link dell’incontro, con tutti i dettagli della data e del luogo: https://www.facebook.com/events/512640918874104/).

Io e il Signor Pob amiamo molto la natura, forse perché siamo cresciuti in campagna, forse per una personale inclinazione. Gli alberi hanno sempre esercitato su di noi un fascino particolare, costituiscono un’essenza superiore, un punto inarrivabile di pace e stabilità.

Ogni albero ha il suo carattere: alcuni hanno una bella corteccia rugosa, così simile al viso dolce e paziente di una nonna; altri con il loro fusto alto e slanciato, liscio al tatto, campeggiano nei prati e nei giardini come dei baldi giovanotti; ci sono quelli che ogni anno si caricano di fiori sgargianti e profumati e poi di frutti allegri e succosi in una festa a cui partecipa la natura tutta e quelli che invece conducono una vita più riservata, spargendo intorno a sé il pungente odore della resina e dei segreti sussurrati nella fresca quiete dei boschi.

Felice, mi sono subito messa alla ricerca di un po’ di libri da presentare alle altre e nella sala dedicata alla fascia 0-5 anni ho fatto un incontro che definirei più che fortunato. Tra le mani mi sono ritrovata Una mamma albero.

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Recitava una vecchia poesia, imparata dalla mia mamma: “La mamma è un albero grande”. Per questo il titolo mi ha subito attirata, per una questione affettiva, legata ai miei ricordi di bambina. Ho aperto questo albo, scritto da Lucia Panzieri e illustrato da Cristiana Cerretti, ho cominciato a sfogliarlo. Le illustrazioni sono allegre e al contempo delineate da un tratto delicato. La mamma non si vede sempre a figura intera mentre fin da subito compare una bella bambina dal sorriso un po’ furbetto. Il punto di vista infatti è il suo come pure la voce narrante, che esordisce dicendo:

“Questa è la storia bellissima della mia mamma albero.”

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Pagina dopo pagina ci spiega: la mamma protegge, fa sentire al sicuro, accoglie, “scava un buco nel suo tempo” per dedicarlo alla sua bambina.

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image-30Quando racconta le storie ha una voce dolce e non si stanca mai, offre riparo “se piove davvero o se ci arrabbiamo”. La mamma ha “una fissazione tutta sua delle radici” e pensa che queste facciano crescere i bambini più forti e sorridenti.

La mamma attende con pazienza, ci guarda mentre cresciamo e sa che perché ogni cosa venga bene ci vogliono tante primavere e altrettanti inverni.

Mentre leggo questo albo la testa vola inevitabilmente alla mia di mamma e alla mia infanzia e mi ritrovo in quella bambina che si augura un giorno di diventare un pesco fiorito, un ciliegio carico di frutti o un tiglio in fiore. O anche uno scoiattolo, chissà!

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Trovo bellissima questa immagine di una madre vista come albero, quasi come una sorta di Madre Natura, come uno spirito leggero e saggio che ci guida e veglia su di noi. È un’idea antichissima, che parte dalle Veneri preistoriche e arriva fino a noi immutata.

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Nonostante siano trascorsi secoli e quella che ci circonda oggi sia una quotidianità fatta di appuntamenti, impegni, lavoro, a volte anche preoccupazioni, credo sia bello e profondamente giusto trovare ancora e sempre il modo e il tempo di coltivare quel contatto con la terra, con le nostre radici più vere e semplici, attraverso cui passa anche il sentimento ancestrale di essere donne, figlie e (per me un giorno) madri.

Buona lettura…e a me buon primo incontro LIA!

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