Che schifo le lumache

[Michael Escoffier, illustrazioni di Kris Di Giacomo, La Margherita edizioni, 2014. Età di lettura: dai 3 anni]

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È ora di pranzo e per l’ennesima volta Rospetto fa i capricci: malgrado abbia una gran fame, di mangiare la torta di lumache non ne vuole proprio sapere! Papà Rospo ha il suo bel da fare per cercare di convincerlo che si tratta di una deliziosa torta di fate, ma Rospetto è troppo furbo.

Lo scambio di battute è esilarante.

Papà Rospo: “È una ricetta raffinatissima, una torta di fate, tutta per te!

Rospetto (perplesso e sospettoso): “STRANO… A ME SEMBRANO DELLE LUMACHE

Papà Rospo, con finta indifferenza: “Lumache? Ah ah ah! Questa è buona! Credi che io abbia nascosto delle lumache dentro alla torta per obbligarti a mangiarle? Che fantasia! Non farei mai una cosa del genere! Tu mi conosci bene!

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Il problema però è proprio questo: Rospetto il suo papà lo conosce bene – eccome se lo conosce! – e continua a protestare. La purée di unicorno del giorno precedente sapeva di lombrico, il lunedì precedente nella sua zuppa di sirena non c’era nemmeno l’ombra di una lisca.

Papà Rospo prima si tradisce esaltando le fantastiche proprietà delle lumache, ricche di proteine e a suo dire gustosissime, poi si corregge tornando a sostenere che quella nel piatto di Rospetto è un’autentica torta di fate… e quanta fatica per riuscire a trovarle! Ha dovuto addirittura avventurarsi nella foresta perché al mercato non ne avevano più! 

Ma Rospetto continua con le sue pungenti e impietose osservazioni: se si tratta di fate, allora perché non hanno le ali? Papà Rospo ancora una volta trova una scusa.

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Difficile sostenere la raffica di domande della piccola peste, che per fortuna poco dopo cambia argomento.

PAPÀ? MA È VERO CHE NOI SIAMO DEI DRAGHI?”

Papà Rospo è così esasperato da dargli corda: Naturalmente! Che domande mi fai? Mio padre era un drago, e anche suo padre,quindi io e te cos’altro potremmo essere? Dei ROSPI, forse?

Mai dire una bugia a un piccoletto, umano o animale che sia!

Da lì alla promessa di mostrargli come sa volare se Rospetto si impegnerà a finire la sua torta di (presunte) fate è un attimo.

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Naturalmente Rospetto finisce il pranzo in un batter d’occhio e a Papà Rospo tocca mantenere la parola data!! Gran bel guaio! Con coraggio di autentico drago quale (non) è, si sporge dalla finestra e si prepara al volo. Anche qui la conversazione tra i due strappa un sorriso.

Papà Rospo, preoccupatissimo: “Figliolo, guarda bene! Non lo farò due volte..

Rospetto, eccitatissimo: DAI, PAPÀ!

Papà Rospo si lancia per davvero. Stavolta persino Rospetto è rimasto senza parole!

Tu non muoverti, io vado a farmi un giro. E avverti la mamma che forse farò tardi..

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Come ha fatto Papà Rospo a volare? Lo ha salvato la bugia di una mamma fata, che lo ha raccolto al volo mentre cerca di convincere la sua bambina che quella sera in tavola troverà una buonissima torta…di drago!

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Impossibile non sentirsi solidali con Papà Rospo, che incespica tra le bugie pur di far mangiare a Rospetto quel che ha nel piatto. Le bugie hanno le gambe corte e a volte – come in questo caso – mettono anche nei guai, ma chi di noi non ne dice, specie di fronte a una piccola peste in piena insurrezione!

È altrettanto impossibile però dimenticare quando quell’uragano di capricci eravamo noi, noi che volevamo solo la torta della nonna e la pasta pasticciata, ma che i cavoletti di bruxelles proprio non li mandavamo giù!

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